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La Puglia è da sempre considerata come una terra florida e fertile e, dal punto di vista della produzione enologica, è una delle regioni più attive del territorio italiano; la più alta concentrazione di vini prodotti su scala nazionale si trova anche in Puglia, dove clima e terreno fertile, rendono ottime le coltivazioni della vite e anche dell’olivo.

La nostra produzione si estende su circa 30 ettari di vigneti coltivati prevalentemente a negroamaro e primitivo, i due vitigni autoctoni per eccellenza del territorio salentino; una piccola percentuale è dedicata anche all’allevamento di vitigni internazionali quali lo chardonnay e il fiano che però hanno dato nel corso degli anni prova della loro adattabilità e idoneità alle condizioni pedoclimatiche della nostra regione.

Negroamaro

Il nome deriverebbe dal termine dialettale “niuru maru” per identificare il sapore amarognolo del vino. Presenta una produzione abbondante e costante, preferisce terreni calcareo-argillosi, si adatta bene ai climi caldi ed aridi. Può essere allevato con forme di allevamento a diverso livello di espansione (alberello, controspalliera, tendone).

E’ utilizzato esclusivamente per la vinificazione, in purezza e in uvaggi con altri vitigni. E’ la varietà più diffusa nelle province di Lecce e Brindisi e partecipa, in forma prevalente, alla produzione della maggior parte dei vini rossi e rosati a denominazione di origine controllata di queste due province.

 

Primitivo

Di origine incerta, la sua introduzione in Puglia è forse riconducibile alla colonizzazione fenicia o alla successiva ellenica.  Il primitivo è identico al vitigno Zinfandel diffusosi in California e in Australia e somiglia molto al vitigno croato Privac mali.

La produzione è di elevata qualità ma quantitativamente incostante. Predilige terreni di medio-impasto, argilloso-calcarei, profondi. La sua uva è impiegata esclusivamente per la trasformazione enologica. La vinificazione in purezza consente l’ottenimento di vino di elevata gradazione alcolica, ben strutturato. 

 

Chardonnay

Originario della Francia, il nome deriva da un piccolo paese del Maconnais chiamato appunto Chardonnay; è giunto in Italia in epoca non nota e fino al 1978, anno in cui è stato iscritto al Catalogo Nazionale delle Varietà di Viti, veniva confuso con il pinot bianco dal quale veniva distinto con il nome di pinot giallo.

La produzione risulta abbastanza regolare a seguito della sua ottima adattabilità. Assicura ottimi risultati su terreni argilloso-calcarei, clima temperato-caldo, ambienti freschi e ventilati, ma a causa della sua fenologia precoce risente delle gelate primaverili, abbastanza frequenti nella nostra zona. La vinificazione ben curata consente di ottenere vini di elevato livello qualitativo.

 

Fiano

E’ un antico vitigno la cui coltivazione risale all’epoca romana; in Puglia raggiunse sotto gli Angioini la sua rilevante notorietà.

Si adatta abbastanza ai diversi tipi di terreno, presenta una produzione regolare ed una notevole vigoria e quindi resiste bene ai marciumi. L’uva è oggi utilizzata esclusivamente per la vinificazione mente in passato, date le sue attitudini alla conservazione, veniva utilizzata in parte anche come uva da tavola. Se l’uva viene raccolta per tempo e lavorata in purezza costituisce un’ottima base per la spumantizzazione.