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L'imbottigliamento è generalmente considerato l'ultima fase del processo enologico, in realtà rappresenta l'inizio di una nuova fase, durante la quale continua l'evoluzione e lo sviluppo del vino e che si concluderà al momento del consumo.

Nella sua apparente semplicità, l'imbottigliamento del vino costituisce una fase estremamente delicata e critica poiché, dopo avere chiuso la bottiglia con il tappo, in teoria non sarà più possibile intervenire sulla qualità e sulla stabilità del vino..

Prima di procedere con l'imbottigliamento del vino, è essenziale quindi assicurarsi sulla sua stabilità e sulla sua salute, così da adottare gli eventuali rimedi prima che sia troppo tardi;  si eseguono diversi esami chimici con lo scopo di controllare l'acidità totale e volatile, l'anidride solforosa libera e totale, quantità di ferro, rame, proteine, batteri e lieviti;  per limitare la presenza di ferro, rame, proteine ed eventuali cellule di lieviti, si procede generalmente con un opportuno filtraggio. Si procederà con un travaso anche poco prima dell'imbottigliamento così da eliminare ogni eventuale deposito, quindi si provvederà a un'opportuna integrazione di anidride solforosa, nella misura di 5-10 grammi di metabisolfito di potassio per ogni ettolitro di vino.  

Scelta delle Bottiglie e dei Tappi

Anche se questo può apparire eccessivo, la scelta delle bottiglie e dei tappi è un fattore che rappresenta un dettaglio fondamentale nell'imbottigliamento. In modo particolare il tappo, poiché la sua qualità e sanità assicurano una migliore conservazione nel tempo e, soprattutto, un minore rischio di contaminazione per il vino, uno dei rischi più frequenti è rappresentato dall'oramai tristemente celebre “odore di tappo e allora a seconda del tipo di vino prodotto, si procederà con un'adeguata scelta del tappo.

Anche la scelta della bottiglia va fatta con attenzione, ogni bottiglia ha le sue caratteristiche. Per i vini rossi da lunga maturazione è opportuno utilizzare una bottiglia con una spalla pronunciata, come per esempio la borgognotta o la renana . La spalla di questa bottiglia offre infatti un'utile barriera al momento della mescita, tale da trattenere eventuali depositi, la bordolese è utilizzabile invece per i vini bianchi. Il colore del vetro è molto importante, poiché offre un'essenziale protezione contro gli effetti della luce. Per questo motivo sono quindi da preferire le bottiglie con vetro verde o marrone scuro. 

Prima dell'Imbottigliamento

L'igiene è un requisito fondamentale in ogni fase della produzione del vino. Particolare attenzione sarà posta sull'igiene delle bottiglie, poiché queste potrebbero facilmente contaminare il vino. Prima di procedere con l'imbottigliamento si inizierà quindi con la pulizia delle bottiglie.  Il trasportatore a nastri metallici porta le bottiglie alla macchina che ne effettua il lavaggio, essa è la prima macchina della linea di imbottigliamento.

Imbottigliamento

Dopo il lavaggio, le bottiglie passano automaticamente alla macchina riempitrice e quindi alla tappatrice. Esistono diversi tipi di tappatrici (per tappi di sughero, per tappi a corona, per tappi a strappo, per tappi a vite con anello di garanzia).

Viene utilizzata la tecnica del confezionamento in atmosfera modificata che sembra offrire notevoli possibilità di prolungamento della vita di conservazione e di mantenimento delle caratteristiche essenziali degli alimenti. Essa consiste nel confezionare i prodotti alimentari in un'atmosfera diversa da quella naturale, con composizioni differenziate di azoto, ossigeno, anidride carbonica ed altri gas. L'azione dei gas componenti l'atmosfera modificata è quella di limitare od impedire completamente lo sviluppo di microrganismi e rallentare i processi biochimici ed enzimatici che possono portare alla degradazione di un alimento.  Così nella maggior parte dei casi la tendenza è quella di ridurre o eliminare la presenza dell'ossigeno mediante la sostituzione con un altro gas più inerte, per esempio l'azoto la cui inerzia chimica lo rende particolarmente adatto nei settori in cui l'alta reattività dell'ossigeno provoca delle azioni indesiderate. Per questi motivi l'azoto è oggi largamente utilizzato per imbottigliare il vino sia per la sua praticità sia perché è conveniente anche per modeste quantità di vino da trattare.

Le bottiglie tappate sono quindi inviate alla incapsulatrice che ha funzione di coprirne il collo con una capsula che può essere di stagnola, plastica o altro. Segue la macchina etichettatrice che ha la funzione di incollare le etichette sulle bottiglie. Tra queste due macchine è in genere prevista una zona che funziona da polmone di accumulo delle bottiglie. Ciò è necessario in quanto l’etichettatrice necessita spesso di essere fermata, regolata e riavviata per il fatto che le etichette  facilmente si inceppano nell’alimentatore; il polmone consente quindi di non fermare la linea a monte della etichettatrice in caso di un suo fermo temporaneo. 

A questo punto le bottiglie sono pronte e devono essere inscatolate in confezioni da 6 o 12 bottiglie.